La collaborazione con il Centro Diurno

Descrizione dell'attività

La collaborazione con il Centro diurno socio-terapeutico “Le Nuvole” di Saluzzo (per maggiori informazioni: http://www.monviso.it) è stata avviata nel 2005, sviluppando il progetto biennale “Le Nuvole a casa di Francesco”. Il personale del museo aveva infatti deciso di avviare un dialogo con enti e strutture operanti nel mondo della disabilità nella convinzione che per rendere il Museo veramente fruibile da tutti i cittadini fosse necessario comunicare e confrontarsi direttamente con i pubblici cosiddetti “speciali” (= persone disabili), iniziando a superare le barriere culturali e psicologiche che impediscono o limitano un’adeguata fruizione del museo.
Il percorso, dopo una fase preliminare di studio di esperienze analoghe e di ricerca teorica, è stato elaborato da un gruppo di lavoro misto, composto dagli operatori del museo e dagli educatori del Centro Diurno “Le Nuvole” di Saluzzo. La stesura partecipata e condivisa del progetto è stato un punto di partenza fondamentale che ha permesso di attuare nel corso del tempo una forte collaborazione tra gli operatori, sebbene ciascuno abbia sempre mantenuto i propri campi di competenza.Gli operatori del museo hanno curato i contenuti storico-artistici, gli operatori del Centro hanno trasformato il messaggio insito nelle opere d’arte in uno strumento di valorizzazione dell’individuo mediante il laboratorio di Globalità dei Linguaggi. Insieme sono state definite le modalità di fruizione degli spazi e delle opere d’arte.

L’obiettivo principale era far percepire ai ragazzi del Centro diurno Casa Cavassa come un luogo loro, in cui sentirsi a proprio agio, un luogo non solo da visitare ma da vivere, uno spazio per conoscersi e per esprimersi (e in tale spazio gli oggetti d’arte e le decorazioni pittoriche sono diventati uno strumento di comunicazione per favorire le relazioni interpersonali). Successivamente si è manifestata la volontà dilasciare spazio alle persone del Centro all’interno di eventi organizzati nel museo insieme con altri enti ed associazioni, affinché si concretizzasse l’idea di Casa Cavassa come spazio di integrazione sociale, dove ciascuno, proveniente dal centro o appartenente ad uno degli enti coinvolti, potesse sviluppare la propria identità attraverso il contatto con l’altro.

Dopo due anni di intesa attività, l’equipe di progetto ha ritenuto importante aprire un momento di riflessione per valutare attentamente i risultati del percorso svolto, mettendolo a confronto con altre esperienze, attive sul territorio italiano. Pertanto è stato organizzato il seminario di studio “Musei e ALTRE abilità. Percorsi ed incontri tra il patrimonio culturale ed i diversamente abili” (Saluzzo, 28-29 settembre 2007), realizzato grazie al contributo finanziario della Fondazione CRT e del Consorzio Monviso Solidale (qui di seguito si trovano le trascrizioni delle relazioni svolte durante il seminario).

Gli stimoli ricevuti da questo seminario hanno contribuito a trasformare un percorso sperimentale in un progetto pluriennale: dal 2008 Casa Cavassa ed il Centro sono “uniti” da una collaborazione continuativa che si esplica sostanzialmente nell’organizzazione di almeno un evento culturale all’anno (mostra o spettacolo teatrale), in cui di solito si sperimentano nuovi modi di “far vivere” gli spazi museali (partendo dalle riflessioni degli utenti del Centro diurno e mediante la loro collaborazione “attiva”).

Per il museo di Saluzzo la collaborazione con il centro “Le Nuvole” ha rappresentato un’esperienza fondamentale nella riflessione sulle modalità di comunicazione dei contenuti storico-artistici del museo e nella definizione di una metodologia di lavoro degli operatori culturali nei confronti delle diverse categorie di pubblico, con particolare attenzione ai visitatori con disabilità.

Inoltre, dall’anno scolastico 2010-2011, sono stati proposti alle Scuole Primarie della Città di Saluzzo tre differenti percorsi didattici gestiti in parte dal personale del Museo ed in parte dal personale del Centro diurno: l’obiettivo è proporre uno spazio di integrazione sociale tra gli studenti e le persone del Centro, utilizzando i contenuti del museo.