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Superato il portale, si entra nel loggiato interno, delimitato da un porticato con colonne in marmo e da una splendida balaustra scolpita (datata al 1460).
Sulla parete destra, si trova il bassorilievo raffigurante Francesco Cavassa, attribuito ipoteticamente allo scultore Matteo Sanmicheli, mentre sulla parete opposta si possono ammirare le tre finestre bifore, recuperate durante il restauro del periodo 1886-1889. Le finestre probabilmente appartenengono all’epoca più antica dell’edificio (1350-1400) e sono circondate da una fascia di formelle in terracotta con decorazioni vegetali e floreali.
In alto, sopra le finestre, si conservano gli affreschi dei segni zodiacali (1480-1500), mentre al primo piano, sulla stessa parete, si trovano gli affreschi a monocromo (detti anche “a grisaille”), raffiguranti le Fatiche di Ercole. Si tratta di sette riquadri che raffigurano alcune imprese del mitico eroe greco Ercole; gli affreschi sono stati realizzati tra il 1506 ed il 1511 da Hans Clemer, artista di origine fiamminga che opera a Saluzzo dal 1490 al 1511.
Fin dalla creazione del museo, nel 1890, il loggiato è stato adibito a lapidario ovvero utilizzato come spazio per la presentazione di oggetti in marmo e in pietra, molti dei quali appartenuti al marchese Tapparelli. Tra i vari oggetti si segnala la vasca in pietra dell’antica fontana della Drancia, realizzata per volontà del marchese Ludovico I nel 1481 (in origine la vasca si trovava nella piazza di fronte al castello dei marchesi).