Sala I

Continua la visita guidata

< Indietro
Prossima sala >
La prima sala del percorso museale è anche chiamata “Sala della giustizia” perché in origine questo era lo studio di Francesco Cavassa che, in qualità di Vicario Generale del Marchesato, aveva il compito di amministrare la giustizia e far rispettare le leggi.
E’ l’unica sala nella quale si conserva una parte del pavimento antico in terracotta (datato tra 1500 e 1510), poiché nelle altre sale i pavimenti sono stati completamente rifatti durante i lavori di restauro del periodo 1886-1889.
Il soffitto a volta è decorato con affreschi, realizzati tra il 1518 e il 1528 da un pittore anonimo che dimostra di conoscere i principali modelli del nuovo stile rinascimentale. Infatti l’artista si ispira agli affreschi realizzati da Andrea Mantegna nella Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova.
La parte alta delle pareti è decorata con affreschi che raffigurano, da una parte, il ciclo delle Muse e, dall’altra parte, il ciclo degli Uomini illustri: anche questi affreschi sono realizzati tra il 1518 e il 1528. La scelta dei personaggi qui raffigurati non è casuale: le Muse (che, secondo la mitologia greco-romana, erano le divinità protettrici delle arti) richiamano l’amore per l’arte e la cultura dimostrata dal padrone di casa, Francesco Cavassa; gli Uomini illustri (ovvero personaggi della Bibbia, filosofi antichi o santi) rappresentano i modelli di saggezza e virtù, scelti da Francesco Cavassa.
La parte inferiore delle pareti è decorata con affreschi che raffigurano paesaggi diversi, visti attraverso un loggiato: questi affreschi sono stati ridipinti dal pittore Giacomo Canova nel 1889-1890, durante i lavori di restauro voluti dal marchese Tapparelli.