Sala III

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La sala è nota come "la Cappella": infatti, con l’allestimento di questa stanza, il marchese Tapparelli decise di ricordare che, nel Rinascimento, ogni dimora nobile aveva un luogo destinato alla preghiera (luogo per altro esistente anche nella casa della famiglia Cavassa, come dimostra un documento d’archivio del 1531; purtroppo però non sappiamo in quale zona dell’edifico si trovasse).
Il pavimento della sala è stato decorato durante i lavori di restauro del 1888-1889 con l’inserimento di 210 piastrelle in maiolica dipinta (databili tra il 1499 ed il 1503), acquistate dal marchese Tapparelli da un antiquario di Roma e provenienti dal pavimento della chiesa di S. Maria dei Piattelletti di Fano.
Sempre durante i lavori di restauro del 1888-1889, nelle travi del soffitto a cassettoni sono state inserite 74 tavolette in legno (dipinte tra il 1460 e il 1470), raffiguranti busti di personaggi maschili e femminili, provenienti da chiese e palazzi del territorio di Cremona. Le 74 tavolette sono state acquistate dal marchese Tapparelli da un antiquario di Venezia e sono affiancate da altre tavolette dipinte tra il 1887 e il 1889 e raffiguranti lo stemma ed il motto della famiglia Cavassa.
L'arredo della sala è caratterizzato da un seggio del coro in legno (databile al 1475-1480) proveniente dalla cappella del castello dei Marchesi di Saluzzo a Revello.
Infine alle pareti sono esposti strappi di affreschi raffiguranti San Rocco e San Sebastiano (i santi protettori della peste), una Madonna col bambino e una Pietà (questi ultimi due provengono dal castello dei Marchesi di Saluzzo, oggi noto come "la Castiglia").