Sala VI

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La sala è chiamata "degli Imperatori" perchè nel fregio (dipinto tra il 1500 ed il 1510) sono inseriti quattro tondi di marmo, raffiguranti gli imperatori romani Galba, Traiano, Augusto e Nerva.
Probabilmente, tra il 1500 e il 1528, in questa sala Francesco Cavassa conservava la sua ricca biblioteca, comprendente oltre 170 testi, tra cui circa 50 codici manoscritti.
Tra il 1886 e il 1889, il marchese Tapparelli trasformò questa sala nel "museo dei ricordi di Saluzzo e della provincia" ossia uno spazio ricco di opere ed oggetti diversi, che testimoniano la storia del Marchesato di Saluzzo, ma anche la storia della famiglia Tapparelli e, in generale, quella del territorio di Saluzzo.
Ad esempio, proviene dall'antico Ospedale di Saluzzo la "Tavola dei Santi", acquistata dall'ingegner Pulciano su incarico del Tapparelli e datata 1516. Opera di un pittore piemontese anonimo, il dipinto rappresenta San Vincenzo Ferreri, Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Sant'Ambrogio e Santa Caterina da Siena.
Sulle pareti sono esposti due alberi genealogici (quello dei Marchesi di Saluzzo, realizzato tra il 1500 ed il 1600, e quello della famiglia Tapparelli d'Azeglio, datato al 1872), oltre a incisioni di vario genere (tra cui quelle raffiguranti i castelli di Saluzzo, Manta, Verzuolo e Revello, tratte dal Theatrum Sabaudiae del 1682).
Infine, nella sala è conservato il portone in legno proveniente dal castello di Lagnasco (datato al 1570), antica residenza della famiglia Tapparelli. Il marchese Emanuele aveva donato il portone al Museo Civico d'Arte Antica di Torino (meglio conosciuto come Palazzo Madama) e dal 2004 il portone è esposto presso il museo di Saluzzo in deposito temporaneo.